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← Indietro | NewsCreative | 24/07/26
Ci sono città che si possono visitare e città che, per essere comprese davvero, devono essere vissute. Firenze appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Si può arrivare con una guida in mano, attraversare Piazza del Duomo, osservare la facciata di Santa Maria del Fiore, fotografare Palazzo Vecchio e percorrere gli Uffizi. Si può passeggiare lungo l’Arno, fermarsi sul Ponte Vecchio e perdersi nelle strade del centro storico. Ma esiste anche un altro modo di conoscere Firenze: fermarsi, studiarla, impararne la lingua, disegnarne le architetture, osservare la luce che cambia sulle facciate e cercare di capire quella particolare relazione tra arte e vita quotidiana che qui sembra ancora perfettamente naturale.
È seguendo questa seconda strada che arriviamo all’Accademia del Giglio, nostro cliente privilegiato, che serviamo da anni e al quale oggi vogliamo dedicare questo articolo. AdG è una scuola privata fiorentina che dal 1995 accoglie studenti internazionali interessati alla lingua italiana, alla cultura e alle tecniche artistiche.
Per raggiungerla attraversiamo il centro di Firenze. Lasciandoci alle spalle alcune delle piazze e degli scorci più conosciuti della città, entriamo progressivamente in quella trama di strade dove la Firenze monumentale e quella quotidiana finiscono per confondersi. Qui il turista continua a guardare verso l’alto, ma accanto a lui passano studenti, residenti, biciclette, lavoratori e ragazzi provenienti da mezzo mondo.
La destinazione è Via Ghibellina 116, proprio nel centro storico, di fronte al Museo Nazionale del Bargello e a breve distanza da Palazzo Vecchio, dal Duomo e dagli Uffizi. Una posizione che, per una scuola dedicata alla lingua e all’arte, difficilmente potrebbe essere più appropriata.
Una volta entrati da AdG per qualche ora smettiamo di essere semplici visitatori di Firenze.
Entrare in una scuola internazionale nel cuore di Firenze
Una volta entrati, il rumore del centro storico sembra progressivamente allontanarsi. L’impressione è quella di trovarsi in un ambiente raccolto, rilassato e creativo, dove gli spazi sono prima di tutto luoghi nei quali lavorare, studiare e confrontarsi. Le sale dedicate alle attività artistiche sono pensate per permettere agli studenti di trascorrere diverse ore davanti a un foglio, a una tela, a un modello o a un esercizio.
La scuola si trova in una posizione che consente di uscire dall’aula e trasformare la città stessa in materiale didattico. Le lezioni artistiche, infatti, non vengono svolte esclusivamente negli studi dell’Accademia: sono previste anche attività all’aperto, nelle strade, nelle piazze e nei parchi.
Per uno studente straniero significa poter passare dallo studio teorico all’osservazione diretta con una facilità quasi impossibile da replicare altrove. Firenze non rimane così lo sfondo del corso, ne diventa parte.
Dal 1995, una scuola pensata per gli studenti internazionali
La storia dell’Accademia del Giglio comincia nel 1995. Fin dall’origine la sua missione è aiutare gli studenti internazionali ad acquisire competenze nella lingua italiana, comprendere la cultura del nostro Paese e apprendere diverse tecniche artistiche e pittoriche. Tre mondi che a Firenze finiscono inevitabilmente per incontrarsi: lingua, cultura e arte.
Nel corso degli anni la scuola ha sviluppato collaborazioni con istituzioni internazionali. Sul proprio sito cita, tra le altre, il Dipartimento di lingua italiana del Bard College di New York e la University of Kansas, che l’ha scelta come sede per propri corsi estivi, oltre a scuole e istituzioni provenienti da Regno Unito, Stati Uniti, Austria, Australia, Francia e Sudafrica.
Nel 2007 l’Accademia del Giglio ha inoltre ricevuto il Label Europeo per il proprio impegno in progetti innovativi nell’insegnamento e nell’apprendimento delle lingue. Quello che incontriamo oggi è quindi il risultato di oltre trent’anni di esperienza maturata a contatto con persone provenienti da sistemi scolastici, lingue e culture differenti. Ed è un dettaglio tutt’altro che secondario.
Insegnare italiano a una persona che arriva dal Giappone, dagli Stati Uniti o dal Nord Europa significa confrontarsi con esigenze linguistiche e culturali differenti. Allo stesso modo, insegnare disegno a una classe tradizionale non è necessariamente la stessa cosa che lavorare con piccoli gruppi nei quali possono convivere principianti assoluti, studenti universitari e persone che hanno già maturato esperienze artistiche.

Piccole classi per una didattica più personalizzata
L’Accademia attribuisce molta importanza ai piccoli gruppi. Per i corsi artistici indica generalmente classi composte da circa 6-10 studenti, mentre in altre sezioni del sito viene indicata una media di 7-8 partecipanti e comunque un massimo di 10.
Non è soltanto una scelta organizzativa. Nel disegno e nella pittura la correzione individuale è fondamentale. Due persone davanti alla stessa natura morta possono commettere errori completamente differenti. Uno studente può avere difficoltà con le proporzioni, un altro con la prospettiva, un altro ancora con il chiaroscuro o con il colore. La stessa cosa accade nell’apprendimento di una lingua. Una persona comprende bene l’italiano ma ha paura di parlare; un’altra comunica facilmente ma continua a commettere errori grammaticali; un’altra ancora ha bisogno soprattutto di migliorare ascolto e comprensione.
Una classe piccola permette all’insegnante di accorgersene. Ed è probabilmente questa la dimensione più interessante di una scuola come l’Accademia del Giglio: la possibilità di costruire parte del percorso intorno allo studente, anziché chiedere semplicemente allo studente di adattarsi a un programma impersonale.
Gli insegnanti
Parlando di una scuola d’arte si cade facilmente in un equivoco: pensare che il migliore artista sia automaticamente il migliore insegnante. L’Accademia del Giglio ha una posizione molto chiara su questo punto. I propri docenti di arte sono naturalmente artisti, ma la scuola sottolinea come siano prima di tutto insegnanti. È una distinzione importante. Possedere una grande tecnica non significa necessariamente essere capaci di spiegare quella tecnica a un’altra persona. Insegnare richiede pazienza, metodo, capacità di osservazione e soprattutto la sensibilità necessaria per capire quando intervenire e quando, invece, lasciare che lo studente trovi autonomamente una soluzione.
Lo staff comprende insegnanti dedicati all’italiano L2 e docenti specializzati in disegno, pittura e scultura. Tra i nomi indicati dalla scuola troviamo Cecilia Pontenani, direttrice e insegnante di italiano L2; Lorenzo Capanni, vicedirettore e insegnante di italiano L2; Roberto Balò, insegnante di italiano L2 e formatore; e diversi docenti di discipline artistiche, tra cui Stefano Cesarato, Tommy Boureaux, Begoña Cabada Sanz, Mohsen Veysi, Rosalba Giordano e Michele Reschini.
Per i corsi artistici la scuola dichiara inoltre di attribuire particolare importanza alla qualità dell’insegnamento e all’esperienza didattica. Il principio è semplice: l’insegnante deve accompagnare lo studente, individuare capacità e difficoltà e aiutarlo a sviluppare una propria autonomia.
Passeggiando negli spazi dell’Accademia questa filosofia appare perfettamente coerente con la dimensione delle classi. In un piccolo gruppo il docente può avvicinarsi al lavoro, osservarlo, suggerire una correzione e tornare successivamente per verificare il risultato. È una didattica fatta anche di piccoli interventi. E nell’arte, spesso, sono proprio quelli che fanno la differenza.

Disegno e pittura: partire dall’osservazione
Una parte fondamentale dell’offerta dell’Accademia del Giglio riguarda naturalmente disegno e pittura. Il programma completo può arrivare a nove mesi, ma può essere frequentato anche per periodi molto più brevi, a partire da una settimana.
Questa flessibilità permette di intercettare studenti molto differenti. C’è chi arriva a Firenze appositamente per studiare per diversi mesi e chi inserisce una settimana d’arte all’interno di un soggiorno più lungo in Italia. Il percorso attribuisce inizialmente particolare importanza al disegno, considerato fondamentale nella tradizione artistica toscana perché sviluppa contemporaneamente manualità e capacità di osservazione. Si passa quindi alle tecniche pittoriche e allo studio del colore.
L’offerta comprende disegno a matita, pastello, carboncino, inchiostro e sanguigna; pittura a tempera, acrilico e olio; acquerello, affresco e altre tecniche. Gli studenti possono affrontare il ritratto, il disegno del nudo con modello in posa, la natura morta, il rapporto tra luce e ombra e perfino realizzare schizzi direttamente nella Firenze storica. Ed è qui che torniamo inevitabilmente alla città.
Disegnare Firenze significa imparare a guardarla
Prendiamo un album da disegno e usciamo idealmente dalla scuola. Bastano pochi minuti. Palazzi, chiese, vicoli, piazze, prospettive improvvise: Firenze offre continuamente soggetti.
Chi non ha mai disegnato potrebbe pensare che un corso serva principalmente a imparare a muovere meglio la matita. In realtà accade qualcosa di più interessante: si impara a osservare. Disegnare un edificio significa improvvisamente accorgersi delle proporzioni delle finestre. Disegnare una piazza obbliga a comprendere la prospettiva. Disegnare una statua costringe a osservare il rapporto tra luce e volume.
Una facciata davanti alla quale saremmo passati in trenta secondi può richiedere un’ora di attenzione. E dopo quell’ora non la guarderemo più nello stesso modo. È questo uno dei grandi vantaggi di studiare arte proprio a Firenze. La città possiede un patrimonio artistico straordinario, ma soprattutto permette di stabilire continuamente un rapporto tra ciò che viene spiegato e ciò che può essere osservato.
Dall’olio all’affresco, fino alla scultura
L’offerta dell’Accademia è molto più ampia di un tradizionale corso di disegno. Esistono percorsi di tecniche avanzate, corsi dedicati al nudo artistico, all’affresco, alla scultura realista con la creta, programmi pluriennali di tecniche artistiche e workshop intensivi.
Particolarmente affascinante, considerando il luogo nel quale ci troviamo, è il corso di affresco. Studiare questa tecnica a Firenze significa confrontarsi con un procedimento che appartiene profondamente alla storia dell’arte italiana medievale e rinascimentale. Non semplicemente osservarlo in un museo, quindi, ma comprenderne materialmente la logica.
Esistono poi workshop intensivi che permettono di concentrare l’esperienza in periodi brevi. Alcuni programmi settimanali arrivano a 30 ore di lezione, svolte nello studio oppure all’aperto. Per chi dispone di ancora meno tempo sono disponibili formule come Arte in un giorno, esperienze en plein air, giornate artistiche in Toscana e fine settimana intensivi. Una struttura modulare che rende la scuola accessibile sia a chi sta costruendo un vero percorso formativo sia a chi vuole dedicare all’arte una parte significativa del proprio viaggio.
Italiano e arte: probabilmente la combinazione più naturale
Poi c’è la lingua. Perché uno straniero che decide di trascorrere alcune settimane o alcuni mesi a Firenze non vuole necessariamente limitarsi a studiare pittura.
Vuole parlare. Capire. Ordinare un caffè senza passare automaticamente all’inglese. Leggere un cartello. Comprendere una spiegazione al museo. Tornare a casa avendo acquisito qualcosa che continui a esistere anche dopo il viaggio. L’Accademia del Giglio propone corsi di italiano articolati su sei livelli, dal principiante assoluto fino allo studente esperto, secondo il Portfolio europeo delle lingue. La particolarità è la possibilità di combinare lo studio linguistico con quello artistico. Nella formula Italiano + Arte, per esempio, le lezioni linguistiche vengono svolte durante la mattina e possono essere abbinate a 14 oppure 20 ore settimanali dedicate alle tecniche artistiche.
È difficile immaginare un contesto migliore per mettere immediatamente alla prova ciò che si è studiato. Si impara una costruzione grammaticale al mattino e poche ore dopo ci si trova a utilizzarla nella vita reale.
Non soltanto giovani studenti
Quando pensiamo a una scuola per stranieri immaginiamo facilmente ragazzi di vent’anni con uno zaino sulle spalle. La realtà è molto più articolata. L’offerta dell’Accademia del Giglio può interessare studenti universitari, principianti, artisti con esperienza, professionisti, appassionati, gruppi scolastici e persone adulte che desiderano trascorrere un periodo formativo a Firenze.
Per i corsi artistici, in particolare, non è necessario partire tutti dallo stesso livello. La scuola può accogliere sia persone alle prime armi sia studenti esperti e professionisti interessati a perfezionare determinate tecniche. Esistono inoltre programmi specifici per chi vuole prepararsi agli esami di ammissione alle Accademie di Belle Arti italiane, con attività dedicate, tra l’altro, alla storia dell’arte, alla prospettiva e al disegno del nudo. Per università, college e gruppi scolastici possono essere organizzati programmi personalizzati comprendenti lingua italiana, arte, storia dell’arte e altri aspetti della cultura italiana. È quindi difficile identificare un unico “studente tipo”. Ed è probabilmente un bene.
Una scuola che continua anche a distanza
L’esperienza non deve necessariamente interrompersi quando lo studente torna nel proprio Paese. L’Accademia propone anche lezioni private di italiano online, pensate sia per chi non può raggiungere Firenze sia per gli ex studenti che desiderano continuare a esercitare la lingua una volta rientrati a casa. Le attività possono comprendere conversazione, grammatica, comprensione, ascolto e scrittura e possono essere adattate al livello e alle necessità individuali. Sono previste anche preparazioni agli esami ufficiali di conoscenza della lingua italiana, come CILS e CELI. La scuola si occupa inoltre della formazione degli insegnanti di italiano L2/LS, campo nel quale negli anni ha sperimentato strumenti digitali e metodologie legate all’e-learning. Una dimensione meno visibile rispetto alle tele e ai cavalletti dello studio artistico, ma importante per comprendere che dietro l’atmosfera informale esiste una struttura didattica consolidata.
Perché scuole come questa sono così importanti
Strutture di questo genere svolgono una funzione culturale molto ampia: trasformano il patrimonio di una città da qualcosa che si osserva a qualcosa che si comprende e si pratica. Ogni anno milioni di persone attraversano Firenze. Vedono il David. Entrano agli Uffizi. Fotografano il Duomo. Attraversano Ponte Vecchio. Poi ripartono. Uno studente che rimane alcune settimane vive un’esperienza differente. Deve orientarsi, parlare, conoscere persone, confrontarsi con abitudini nuove. Se studia arte, deve osservare ciò che lo circonda con un’attenzione ancora maggiore. Il patrimonio culturale smette quindi di essere semplicemente consumato come attrazione turistica. Diventa conoscenza.
L’importanza dello scambio culturale
C’è poi un’altra conseguenza, meno evidente ma forse ancora più preziosa. In una piccola classe internazionale non si incontrano soltanto italiani e stranieri. Gli stranieri incontrano altri stranieri. Persone provenienti da Paesi lontanissimi possono trovarsi davanti alla stessa tela, cercando di comunicare in italiano o in inglese mentre imparano una tecnica nata secoli prima. Una scuola diventa così un piccolo luogo di scambio culturale. E l’arte possiede un vantaggio straordinario: permette di comunicare anche quando le parole sono ancora poche. Un tratto, un colore, una composizione non hanno bisogno di traduzione. Per uno studente appena arrivato in un Paese straniero, questa dimensione può essere fondamentale.
Studiare lentamente in una città visitata velocemente
Forse il vero valore di un’esperienza all’Accademia del Giglio può essere riassunto in una parola oggi quasi controcorrente: tempo. Firenze è una delle città più visitate del mondo e, proprio per questo, viene spesso vissuta troppo velocemente. Tre giorni. Una lista di monumenti. Una fotografia. Il museo successivo. Studiare obbliga invece a rallentare. Bisogna tornare nello stesso luogo. Sedersi. Osservare. Ascoltare una spiegazione. Provare una tecnica, sbagliare, correggere e riprovare. Un corso di pittura può trasformare un soggiorno turistico in un’esperienza personale. Un corso di italiano può trasformare una città straniera in un luogo nel quale improvvisamente riusciamo a comunicare. E la combinazione delle due cose produce qualcosa di ancora più interessante.
Una volta usciti da AdG, Firenze è sempre la stessa. Il Bargello è ancora lì. Poco più avanti ci aspettano Piazza della Signoria, Palazzo Vecchio, gli Uffizi e, continuando a camminare, l’Arno. Eppure qualcosa è cambiato.
Dopo aver trascorso qualche giorno dentro una scuola nella quale persone provenienti da tutto il mondo arrivano per imparare la nostra lingua e studiare tecniche artistiche sviluppate attraverso secoli di storia, ci si rende conto di quanto sia particolare il patrimonio che normalmente un fiorentino considera parte del proprio paesaggio quotidiano.
L’Accademia del Giglio lavora proprio dentro questa relazione. Dal 1995 porta studenti internazionali a Firenze e cerca di offrire loro gli strumenti per andare oltre la superficie: parlare italiano, comprendere meglio la cultura del Paese, imparare a disegnare, dipingere, scolpire, osservare. Non è necessario voler diventare artisti professionisti. Si può essere principianti assoluti. Si può arrivare per preparare l’ingresso a un’Accademia di Belle Arti. Si può essere studenti universitari, adulti appassionati, professionisti oppure semplicemente persone che desiderano dedicare una settimana del proprio viaggio a qualcosa che rimanga. Ed è forse questo il senso più profondo di scuole come questa: non limitarsi a mostrare Firenze al mondo, ma insegnare al mondo a comprenderla. Perché Firenze può essere visitata in pochi giorni. Ma per imparare davvero a guardarla, qualche volta, bisogna sedersi davanti a un foglio bianco, prendere una matita e cominciare a disegnare.






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